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venerdì 8 luglio 2016

Non e` solo il cancro a farmi paura

Vado pazza per l'hummus, la crema di ceci che ho scoperto da quando abito in Inghilterra. L'hummus e` tipico dei paesi del Medio Oriente e del Nord Africa. Si puo` mangiare spalmato sul pane o per accompagnare le pietanze.
Quando, nel 2010, mi trasferii temporaneamente in Italia per la chemioterapia decisi di prepararmi l'hummus da sola, visto che nei supermercati non riuscivo a trovarlo. La ricetta e` semplice. Unico problema: dove procurarsi uno degli ingredienti principali, il tahin - una salsa a base di semi di sesamo - a Foggia? 
Fu cosi` che, una mattina, io e mia madre entrammo in un negozio di alimentari vicino alla stazione. La zona e` diventata da alcuni anni una sorta di quartiere-ghetto: l'apertura di negozi gestiti da migranti non e` stata accolta particolarmente bene dai foggiani che si sentono minacciati dalla presenza dei nuovi arrivati. Anche mia madre mi guardo` per un attimo con un certo sgomento quando le dissi che solo in uno di quei negozi avremmo potuto comprare il tahin, ma decise di seguirmi ugualmente. 
Parcheggiammo la macchina non lontano da quella che una volta era la mia vecchia scuola elementare ed entrammo in piccolo alimentari. 
"Buongiorno, sto cercando il tahin"
La signora alla cassa  non crede ai suoi occhi. Era probabilmente la prima volta che due donne foggiane entravano nel suo negozio per comprare i suoi prodotti. Pensando di non aver capito, mi chiese di ripetere cosa stessi cercando.
"Il tahin, la salsa per fare l'hummus".
Alle nostre spalle, suo figlio aveva gia` preso il barattolo e  se la rideva per la mia pronuncia. Mia madre, scioltasi, chiese la ricetta dell'hummus direttamente alla signora, la quale si prodigo` in particolari consigliandoci di provare a preparare una specialita` dell'Egitto, suo paese d'origine: l'hummus di fave.
Sono passati ormai diversi anni da quell'episodio. Stamattina mi sono capitate sotto il naso due notizie, riportate dai giornali locali, che me l'hanno riportato alla memoria. Qualche giorno fa, proprio in quella zona i vigili urbani, muniti di spray urticante, hanno effettuato controlli ed arresti suscitando il plauso dell'assessore Claudio Amorese, esponente de La Destra, che ha rivolto ai tutori dell'ordine il suo "personale ringraziamento, soprattutto a coloro che sono impegnati nel non facile lavoro di ridare decoro e dignità ad alcune arterie stradali a ridosso di viale XXIV Maggio, dove è massiccia la presenza di cittadini stranieri." [qui]. Ma non e` finita: oltre che dallo spray urticante, il quartiere e` infestato dalle squadracce fasciste di Forza Nuova e Azione Studentesca che, col pretesto di un episodio di violenza sessuale, hanno iniziato a perlustrare la zona offrendosi di "scortare" a casa i cittadini purche`, ovviamente, siano di pura razza foggiana. Addirittura e` possibile prenotare il servizio via mail o su Facebook [qui].
Mi tornano in mente la signora egiziana e suo figlio, il tahin comprato da loro e l'hummus che costituiva uno dei miei pasti principali durante la chemio. E penso anche ad Emmanuel Chidi Nnamdi, morto per mano fascista come la parlamentare Jo Cox, qui in Inghilterra, alla vigilia del referendum sull'appartenenza del paese all'Unione Europea. Penso al negozio gestito da rumeni dato alle fiamme a Norwich la notte scorsa [qui]. Penso che ho paura del fascismo come ho paura del cancro perche` entrambi spezzano vite.

domenica 14 luglio 2013

Che 'razza' di fumo?

Il fumo. Non quello che esce dalle ciminiere dell'ILVA e dell'ENI e soffoca i tarantini, Taranto e chiunque vi transiti, spesso a morte. Il fumo di sigaretta. E` questa, secondo il commissario staordinario dell'Ilva, Enrico Bondi, la causa dell'aumento dei casi di cancro al polmone nella citta` ionica. Bondi non e` uno qualsiasi. E` stato nominato commissario straordinario dell'ILVA dall'attuale governo ed e`, contemporaneamente, amministratore delegato dell'azienda della famiglia Riva. Curioso, eh? Le sue affermazioni suonano dunque particolarmente sinistre. A Taranto si fumava piu` che altrove soprattutto negli anni '70, e` scritto in una relazione tecnica di 44 pagine allegata alla lettera inviata da Bondi al governatore della Puglia, a causa del contrabbando di sigarette e per questa ragione adesso si registrerebbe un numero allarmante di casi di carcinoma polmonare. Questa sarebbe tuttavia solo la sparata piu` grossa. Altre contenute nella relazione metterebbero in discussione dati raccolti per anni e i risultati dello studio SENTIERI.
Solo la scorsa settimana ci era toccato il vaniloquio del ministro della Sanita` Lorenzin che ha attribuito agli stili di vita dei napoletani, l'aumento esponenziale dei casi di cancro nell'area. Siamo al solito victim blaming, il solito sciacallaggio, il solito tentativo di ridurre il cancro a una mera questione individuale, la conseguenza logica di un comportamento errato da parte di singoli o di una comunita` intera.
Sui casi in oggetto, Taranto e Napoli, si allunga anche l'ombra del razzismo. I meridionali sono, nella cultura e nell'immaginario degli italiani, il simbolo dell'arretratezza. Una caratteristica che si esprimerebbe anche attraverso la scarsa cura di se` e della propria salute. Facile dunque fare leva sulla rappresentazione razzista che riguarda tutti gli abitanti del Sud e delle isole per giustificare i propri misfatti e le proprie connivenze. A chi, dal Nord al Sud (che` il discorso razzista e` molto pervicace e finisce con l'essere riprodotto anche dai soggetti che ne sono il principale bersaglio), verrebbe in mente di smentire un ministro e un commissario straordinario che puntano il dito contro gli stili di vita poco salutari della teppaglia sudicia? Forse un tempo a nessuno. Le cose, pero`, stanno cambiando. Il biocidio in atto a Napoli, a Caserta, a Taranto ma anche in altre aree del paese, non lo si puo` piu` nascondere. Le vittime sono troppe, molti sono bambini (che si ammalino di cancro in tenera eta` perche` mangiano troppa cioccolata?). Le parole scellerate di questi figuri, loschi, si loschi, offendono e restituiscono la cifra del pericolo che stiamo correndo tutti. Chi si e` gia` ammalato e chi potrebbe esserlo domani.