No, non sono sparita e non mi sono nemmeno riammalata, almeno per il momento. Semplicemente, dopo due anni, ho ricominciato a lavorare. Sto facendo un corso per insegnare lingue alle superiori qui in Inghilterra.
Mi piace stare con i ragazzini, ma mi stanco anche molto. Devo riabituarmi a svegliarmi presto la mattina e combattere per il resto della giornata con la fatigue post-cancro e da menopausa forzata. La sera, uno dei momenti in cui mi sentivo piu` ispirata a lanciare strali, crollo come un peperone cotto dal sole.
Il manifesto arrivera` presto, comunque. Dovrete pazientare ancora un po`, anche perche` sono arrivati davvero tanti contributi e bisogna metterli insieme, ma arrivera`.
Nel frattempo, lasciatemi tessere le lodi di una nuova amazzone 'ad honorem', mia sorella Mariangela.
L'anno scorso, insieme alla mia nipotina Fufy, che poi e` anche e sottolineo anche sua figlia, Mariangela aveva partecipato alla Race for the Cure a Napoli. E l'aveva fatto in assoluta buona fede. Saputo della manifestazione si era subito iscritta, ignara - e io con lei allora - del fatto che si trattasse in realta` di una grande trovata commerciale orchestrata sulla pelle delle donne colpite dal cancro al seno. Ignara - e io con lei - di quello che Komen aveva combinato in passato e stava per combinare negli Stati Uniti, tagliando di colpo i fondi per le mammografie all'associazione Planned Parenthood per motivi squisitamente politici. Planned Parenthood infatti si batte da anni per il diritto all'aborto e alla contraccezione. E` scomoda e Komen non c'ha pensato due volte a tagliarle i fondi pur di fare un favore a qualcuno. E poco importa se quei soldi servivano per le mammografie che molte donne negli Stati Uniti non possono permettersi, visti i costi elevatissimi e l'assenza di stato sociale.
Insomma, mia sorella ha partecipato alla Race 2011 per solidarieta` nei miei confronti. E` tornata a casa contenta, pieni di gadgets e campioncini. Le hanno regalato persino i salvaslip. Che se ne fa chi ha avuto il cancro al seno ed e` in menopausa o per colpa della chemio o perche` sta facendo la terapia ormonale?
A distanza di un anno, mia sorella ha cambiato idea. Alla Race che si e` tenuta questo fine settimana a Napoli non e` andata e si e` anche molto incazzata nell'ascoltare stamattina le dichiarazioni di Enzo De Caro, il comico che faceva parte una volta de "La Smorfia", il trio fondato da Massimo Troisi, ai microfono di Sky Sport. De Caro ha dichiarato, secondo quanto mi hanno riferito mia sorella e una nostra amica, "e poi lasciatemelo dire, ci servono le zizze sane delle femmine, per noi e per loro".
De Caro e` chiaramente un cretino. Voglio pero` spezzare una lancia in suo favore. Questo e` quello che succede quando a un "personaggio famoso" viene chiesto di parlare di qualcosa che non conosce, che non ha sperimentato e di cui probabilmente non gli importa granche`. Insomma, che cosa c'entra De Caro col cancro al seno? Che cosa c'entrano i giocatori del Napoli che hanno partecipato alla manifestazione? Cosa c'entra tutto questo col cancro?
So perfettamente che le persone che hanno partecipato alla Race for the Cure a Napoli l'hanno fatto in buona fede. Lasciate che vi proponga una cosa: chiedetevi cosa c'entra davvero tutto quello che avete visto e ascoltato oggi col cancro. Cosa c'entra la zumba? Cosa c'entrano i salvaslip? Cosa c'entrano i Vip, chiamati a mettere la faccia su qualcosa che spesso non conoscono e che speriamo non conoscano mai?