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giovedì 18 aprile 2013

Breast cancer out of Italian university

This post is for my Anglophone readers. It is for all the people who read this blog outside Italy. I need your help. A couple of weeks ago I got a terrible news. The module of Gender Studies taught by Dr. Laura Corradi at the University of Calabria will no longer be available to students. Dr. Laura Corradi is a sociologist. She obtained her PhD from the University of California Santa Cruz. Her dissertation focused on the debate on genetics and environmental causes of cancer. To date, her book Nuove Amazzoni (New Amazons) is the only book on the breast cancer activism available in Italian. Officially the module was shut down because of a government decree urging Universities to cut costs, but Laura was teaching for free. She wasn't getting a single euro to teach that module. What's the reason then? Maybe someone doesn't like Laura's research topic or her approach?
I would be really grateful if you could sign this petition and send the following email to the vice-chancellor's address: giovanni.latorre@unical.it

"Dear Giovanni Latorre,

The course of Gender Studies at the University of Calabria, taught in Rende at the Department of Sociology by Laura Corradi won’t exist anymore because they have decided to close it down.
The success of the last ten years notwithstanding, the course, attended by hundreds of students, has been made smaller and smaller despite the students’ determination to attend it and the professor’s determination to teach it for free. Students denounce that the course has been placed at the same time of other important and compulsory activities. Made difficult to be attended, the course has been reduced this year to 15 students. This way, it became very easy to frame it as superfluous teaching and to close it down. The course has been an important site of empowerment for many girls, young feminist doctoral students, migrant researchers, precarious subjects engaged in feminist thought and practice, many people who in fact refuse to passively accept this decision. Moreover, the course constitutes in the context of the region Calabria a great opportunity for women and men who want to acquire the critical skills to interpret their own reality. This course should remain an opportunity for those who chose it or better, we even think that gender studies must be valorized and that the University could establish them as basic courses in the first year, as example of interdisciplinary theoretical and practical knowledge, as a critical vision so needed in the face of a culture that fixes gender roles, pathologizes and inferiorizes differences, imposes hetero-normativity. Therefore, we demand the course of Gender Studies to be reintegrated, with adequate economic resources, in the curriculum offered by the University of Calabria.
Signature"

 Thanks a lot!

martedì 16 aprile 2013

Zitte mai - Mail bombing

Vi ho gia` parlato di Laura Corradi, la docente di Studi di Genere presso l'Universita` della Calabria a cui hanno chiuso il corso, cosi`, senza nemmeno consultarla, perche` non ci sono tanti soldi e perche` in fondo Studi di Genere e` una materia non troppo importante.
Laura Corradi, vi dicevo, e` l'autrice di Nuove Amazzoni, l'unico libro in italiano sul movimento delle donne contro il cancro al seno:

"Ho iniziato a occuparmi di cancro nel 1988, in seguito a una diagnosi di carcinoma. Ero studentessa lavoratrice: finiti gli esami all'Universita`, stavo iniziando il lavoro di tesi. Il tumore fu trattato con successo e mi laureai l'anno successivo, a pieni voti. Tale esperienza mi cambio` profondamente: all'improvviso diventava facile capire che cosa fosse importante fare e che cosa non lo fosse. Vinsi due borse di studio in California, dove mi dedicai alla ricerca sulle cause di cancro e la loro prevenzione, un ambito ancora trascurato nelle scienze sociali in Italia"

Prima di iscriversi all'Universita`, a 23 anni, Laura faceva l'operaia. La sua tesi di laurea, pubblicata col titolo Il tempo rovesciato. Quotidianita` femminile e lavoro, racconta la storia delle sue colleghe di lavoro costrette a lavorare di notte. Poi la malattia e la decisione di partire per gli Stati Uniti per condurre la ricerca di cui in Nuove Amazzoni e` contenuta solo una parte. Poteva restarsene la`, Laura. E invece ha deciso di tornare e di esporsi sulla linea del fuoco. E` andata a insegnare Studi di Genere all'Universita` della Calabria. Il suo corso e` stato tra i primi in Italia. Anni di lavoro intenso, con migliaia di studenti che hanno avuto la fortuna di averla come docente. Una docente talmente atipica che con i suoi studenti ha scritto un libro, l'ultimo, Specchio delle sue brame. "E` una ricerca che nasce dalla didattica" - racconta ai microfoni di Radio Tre - "Avevamo una settimana durante il corso in cui raccoglievamo le pubblicita`, insegnavo agli studenti come fare una analisi semiotica e poi ci divertivamo a ricombinarle, a decostruirle, a decodificarle. Per dieci anni ho fatto questa cosa ed e` diventata la parte piu` interessante del corso". Un corso che Laura svolgeva a titolo completamente gratuito. Non prendeva un soldo. Difficile allora spiegarne la chiusura con problemi di costi. Si vede che la voce di Laura dava fastidio. La sua intelligenza era considerata eversiva. Il suo carisma pericoloso. E allora si e` pensato di tapparle la bocca.
Nei giorni passati molte firme in suo sostegno sono state raccolte dal blog Femminismo a Sud. Le sole firme pero` non bastano, secondo me. Quello che e` stato fatto a Laura Corradi e al suo corso e` profondamente violento. Una violenza mascherata, subdola come spesso e` la violenza del potere, ma non per questo meno nociva. E allora forse anche noi, nel rispondere, dovremmo essere piu` incisivi e rivolgerci direttamente a chi questa decisione violenta l'ha sottoscritta. La violenza di genere, contro le donne, contro gli omosessuali, contro i migranti, contro chiunque sia considerato "diverso" e` una delle piaghe di questo paese. Il corso di Laura Corradi educava al rispetto e smascherava i meccanismi di potere che stanno alla base dell'oppressione nei confronti di chi non e` conforme alla "norma". Chiuderlo significa essere complici di quell'oppressione e di quella violenza.
Ogni mattina, quando vi svegliate, mentre sorseggiate il caffe`, mandate una mail al Rettore dell'Universita` della Calabria. Ma fatelo anche ogni volta che siete testimoni di un atto di discriminazione e di violenza nei confronti di una donna, di un gay, di una lesbica, di un trans, di un migrante. Ogni volta che la realta` tristissima in cui viviamo vi sbatte in faccia l'importanza di un corso come quello di Laura Corradi. Se non volete scrivergli qualcosa di vostro pugno, fate un semplice copia e incolla del testo qui sotto. Indirizzate la mail a giovanni.latorre@unical.it , specificando in oggetto: zitte mai!

"Gentile Giovanni Latorre,

Il Corso di Studi di Genere dell’Università della Calabria, tenuto a Rende presso il Dipartimento di Sociologia da  Laura Corradi, (ricercatrice docente) non esisterà più perché hanno deciso di chiuderlo. A dispetto del successo dello scorso decennio, frequentato da centinaia di studentesse, il Corso è stato via via rimpicciolito, nonostante la determinazione delle studentesse a seguirlo e della docente a tenerlo a titolo gratuito. Le studentesse denunciano che è stato piazzato alla stessa ora di altri appuntamenti importanti e obbligatori. Reso difficile da seguire si è ridotto quest’anno a 15 allieve. Tagliare via questo Corso come materia superflua è diventato così molto semplice. Il Corso è stato una importante palestra di empowerment per tantissime ragazze, giovani femministe dottorande in cerca di audience, ricercatrici migranti, precarie ‘cultrici della materia’, tante persone che infatti non accettano passivamente questa decisione. Tra l’altro il Corso nel contesto calabrese rappresenta una reale opportunità per donne e uomini che vogliono acquisire gli strumenti critici per leggere anche la propria realtà. Questo Corso di Studi dovrebbe rimanere una opportunità per coloro che lo preferiscono, anzi crediamo che gli studi di genere dovrebbero essere valorizzati,  l’Università potrebbe usarli come corsi base del primo anno, come esempio di sapere teorico e pratico  interdisciplinare, come visione critica necessaria di una cultura che  fissa i ruoli di genere, patologizza le differenze o le inferiorizza, impone etero-normatività. Chiediamo perciò che si reinserisca il Corso di Studi di Genere, con risorse adeguate, nell’offerta formativa dell’Ateneo.

Firma"

mercoledì 3 aprile 2013

#zittemai





Laura Corradi e` una sociologa. Insegna all'Universita` della Calabria e 12 anni fa, in Calabria, si proprio in Calabria, ha messo su uno trai i primi corsi universitari in Italia di Studi di Genere. Badate bene, non un master, a cui accedere magari pagando qualche bel migliaio d'euro, o un dottorato, roba da specialisti anche un po` fissati, ma un corso universitario di primo livello, diretto ai tantissimi studenti di corso di laurea che, per anni, l'hanno seguita con entusiasmo.

Laura Corradi e` l'autrice di "Nuove Amazzoni", l'unico - e lo voglio scrivere almeno altre 3 volte - l'unico l'unico l'unico libro in italiano sul movimento delle donne contro il cancro al seno. E` il risultato divulgativo della sua ricerca di dottorato, condotta presso l'Universita` della California.

Ieri, il Fatto Quotidiano ha pubblicato un articolo di Stefania Prandi che denuncia la chiusura d'ufficio da parte dell'Universita` della Calabria del corso di Laura Corradi. Gli studenti non potranno piu` seguirlo e perderanno tantissimo. Perderanno una docente appassionata e carismatica. Perderanno l'occasione di ascoltare, tra le tante cose, quanto di rivoluzionario Laura ha avuto il coraggio di dire per prima in Italia:

"I fattori di rischio sono infatti socialmente prodotti, cosi` come i comportamenti delle persone che questi rischi sceglierebbero (piu` o meno liberamente) di assumere"

Che fare? Leggiamo Nuove Amazzoni, facciamo girare questo scritto di Laura Corradi, pubblicato nel 2003 dal Ministero delle Pari Opportunita`, e diciamo forte e chiaro: zitte mai!