Perche`, se una donna si trasferisce dal Giappone agli Stati Uniti, le sue probabilita` di sviluppare il cancro al seno diventano molto piu` vicine a quelle delle donne statunitensi? I suoi geni sono sempre gli stessi, cambia l'ambiente. Ecco, l'ambiente. Si parla troppo poco delle cause ambientali del cancro al seno.
Il mio illustre senologo fu perentorio alla prima visita: "Per la mammella e` tutto nei geni". Sti gran cazzi! L'ambiente e` fondamentale per capire perche` cappero ci si ammala. E non lo dico certo io, ma lo riconferma, visto che ce n'e` ancora bisogno, il rapporto "Breast Cancer and Environment: Prioritizing Prevention" (Cancro al seno e ambiente: priorita` alla prevenzione), pubblicato oggi dal National Institute of Environmental Health Science per conto del Ministero della Sanita`.
Secondo quanto riportato dal New York Times, il rapporto punta l'indice contro la scarsita` dei fondi - solo il 10% - destinati dal governo federale alla ricerca sulle cause ambientali del cancro al seno. Michael Gould, ordinario di oncologia all'Universita` del Wisconsin, Madison, e presidente del comitato autore del rapporto e` chiarissimo quando afferma che "non ci sono i soldi" per fare ricerca in quella direzione. E Jeanne Rizzo, altro membro del comitato, aggiunge "Stiamo allungando la vita col cancro al seno, lo stiamo rendendo una malattia cronica, ma non lo stiamo prevenendo". Secondo Rizzo, e` necessario indagare l'esposizione ad agenti cancerogeni in utero e nella prima infanzia, perche` e` in quelle fasi della vita, cosi` delicate, che il contatto piu` o meno diretto con determinate sostanze puo` porre in essere le condizioni per un futuro sviluppo della malattia.
Jeanne Rizzo e` presidente di Breast Cancer Fund, organizzazione il cui obiettivo precipuo e` far conoscere a un pubblico quanto piu` vasto possibile le scoperte scientifiche sulle cause ambientali del cancro al seno. E`, come si dice in inglese, una advocate, un'attivista, non un medico. E in quanto tale e` stata chiamata, insieme ad altre, ad esprimersi. Perche` le attiviste e le pazienti non sono orpelli, sono persone con un cervello che funziona e puo` funzionare persino meglio di quello di un medico.
E allora, caro il mio illustre senologo, stasera ti rispondo da qui e magari la prossima volta che ci vediamo te lo dico pure in faccia: "Non e` tutto nei geni. Ti sbagli. Meno certezze e piu` spazio alle teste pensanti dei pazienti!"