Ecco il Manifesto sul cancro al seno. C'ho messo un po` a scriverlo. Avete risposto in tante al questionario e tenere insieme tante idee non e` facile. Inoltre, tra il nuovo lavoro e nebbia cognitiva post-chemio e da menopausa, mi sento spesso senza energie.
Ovviamente si tratta di una bozza. C'e` bisogno dei vostri commenti. Ricordate che questo manifesto non e` mio, e` nostro. Accorrete numerose
Il cancro al seno non e` un destino
"In Italia il tumore al seno rappresenta la prima causa
di morte nella fascia di età tra i 35 ed
i 50 anni; ogni anno tale patologia viene diagnosticata a circa 40.000 donne:
tra queste il 30,4 per cento ha un’età inferiore a 44 anni, mentre il 35,7 per cento è compreso
tra i 44 e i 65 anni e il rimanente 34,1 per cento riguarda le donne over 65.
Mediamente, una donna su otto sviluppa un carcinoma mammario nel corso della
propria vita [...] Il carcinoma mammario è una malattia complessa le cui cause,
a tutt’oggi, non sono state ancora chiarite [...]"
Una ogni otto. Una donna italiana ogni otto si ammala di
cancro al seno. Di queste, circa un terzo ha meno di quarant'anni. I dati, resi
disponibili dalla Commissione Sanita` del Senato, sono agghiaccianti. Epidemia.
E` questa la parola che descrive appieno la drammaticita` della situazione che
le donne italiane si trovano a vivere oggi. Una situazione tanto piu`
drammatica se, insieme ai dati sull'incidenza, si prende in considerazione
anche il discorso pubblico riguardante la malattia.
Fino a non molto tempo fa, il cancro al seno era considerato
un tabu`. Le donne colpite dovevano sottoporsi a trattamenti estremamente
invasivi come la mastectomia, la rimozione totale del seno. Private di una
parte del corpo comunemente considerata attributo imprescindibile di
"femminilita`", erano condannate al silenzio. La loro veniva
considerata una tragedia strettamente individuale, da tenere nascosta. Negli
ultimi vent'anni le cose sono cambiate. Il cancro al seno e` entrato nel
discorso pubblico. La malattia, fino ad allora stigmatizzata, e` diventata
oggetto di attenzione e marketing soprattutto da parte di case farmaceutiche e
aziende produttrici di cosmetici. Le "pazienti" sono state
trasformate in "sopravvissute", la cui vicenda testimonierebbe
l'importanza delle raccolte di fondi da destinarsi alla ricerca effettuate
attraverso la vendita di prodotti. Che tipo di ricerca e quanta parte dei
proventi sia effettivamente donato non e` dato sapere. Inoltre, non di rado,
detti prodotti contengono sostanze responsabili della genesi del cancro al
seno.
La rappresentazione della "sopravvissuta" come
eroina capace, contando solo sulle proprie forze, di sfidare la malattia e vincerla,
tornando alla vita di prima o addirittura riuscendo a migliorarla, non
corrisponde alla realta`. O almeno non sempre. Le voci discordanti di chi
convive quotidianamente con i pesanti effetti collaterali dei trattamenti e con
i postumi del trauma vissuto sono state ancora una volta messe a tacere. Le
storie di chi - come e` significativamente d'uso dire - "non ce l'ha
fatta" vengono cancellate. I timori di coloro che non si sono ancora
ammalate ma vedono aumentare ogni giorno il numero dei casi vengono
ridimensionati. La diagnosi precoce - fatta passare per "prevenzione"
- viene comunemente millantata come soluzione al problema. Le cause della
malattia e dell'aumento dei casi non sembrano essere meritevoli di alcuna
attenzione.
Preso atto di questa situazione e in considerazione
dell'esigenza di riappropriarsi del discorso sulla malattia, chiediamo:
1. Revisione dei programmi di screening e loro estensione
alle donne di eta` inferiore ai quarant'anni. La mammografia non e` uno
strumento dignostico affidabile nelle donne in eta` fertile. Possibili
alternative vanno dunque seriamente prese in considerazione.
2. Il cancro al seno
non e` un destino. E` necessario investire in maniera ingente sulla ricerca
delle cause della malattia.
3. I fattori di rischio di natura endogena (ad esempio,
esposizione a sostanze che mimano l'azione degli estrogeni) vanno resi noti e
fatti oggetto di adeguate campagne di sensibilizzazione da effettuarsi anche
nelle scuole.
4. La rappresentazione mediatica della malattia deve essere
aderente alla realta` e non dettata da logiche di mercato.
5. Le organizzazioni che effettuano raccolte di fondi devono
specificare in modo chiaro e dettagliato come il denaro raccolto verra` speso.
E` inoltre indispensabile che si mettano a punto metodi alternativi alla
vendita di mercanzie. Uno di questi e` la donazione diretta a istituti di
ricerca che andrebbe semplicemente accompagnata fornendo informazioni ai
donatori nel modo piu` neutro possibile
6. Assistenza psicologica gratuita per tutte le donne che
ricevono una diagnosi di cancro al seno e che desiderino avvalersene
7. Chi riceve la diagnosi deve ricevere informazioni su
tutti i trattamenti a disposizione, compresi quelli complementari alla medicina
tradizionale
8. Chi, tra le donne in pre-menopausa, sceglie di sottoporsi
alla chemioterapia deve essere informata delle possibili conseguenze sulla propria fertilita` e messa
in condizione di avere accesso rapido e gratuito alle tecniche oggi a
disposizione per preservarla