Visualizzazione post con etichetta epidemia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta epidemia. Mostra tutti i post

mercoledì 29 agosto 2012

Manifesto sul cancro al seno - Scriviamolo insieme - Questionario




L’Amazzone c’ha la testa dura, l’avrete capito. Nel post precedente era stata lanciata la proposta di scrivere collettivamente un manifesto sul cancro al seno in vista del mese della prevenzione a ottobre.
Ottobre, si diceva, e` il mese del rosa e del business sulla malattia. E` il mese in cui tutte noi siamo invitate ad andare a fare la mammografia. Tutti, medici, ricercatori, giornali parlano del cancro al seno ad ottobre. Tutti meno noi, le donne. Quelle che in percentuale sempre piu` elevata si ammalano di cancro al seno.
L’idea del Manifesto e` nata per caso su Twitter. Si parlava di cosa fare per riappropriarci di ottobre e della malattia. Il Manifesto, dunque, dobbiamo scriverlo tutte insieme. Chi il cancro al seno l’ha avuto e chi no.
Ho preparato un questionario. Sono 9 domande. Potete rispondere anche a una sola, ma per favore fatelo. Potete postare le vostre risposte direttamente qui sul blog (anche in anonimato) o inviarle all’indirizzo occupythecure@gmail.com.
Le vostre risposte serviranno a scrivere il Manifesto. Pronte? Via!

P.S. Grazie a Patty, Serena e alla Rete delle Reti Femminili per il supporto e la bellissima immagine

1.     Hai avuto il cancro al seno o conosci qualcuna che l’abbia avuto?

2.     Il rosa e` da molti anni il colore associato con il cancro al seno. Ti riconosci in questo colore?

3.     Una donna ogni otto oggi in Italia si ammala di cancro al seno. Circa un terzo ha meno di 44 anni. Cosa ne pensi?

4.     Ti sembra che i media si occupino abbastanza del cancro al seno? Ti piace il modo in cui se ne occupano?

5.     Cosa pensi degli attuali programmi di screening (mammografia a partire dai 50 anni anni)?

6.     Cosa pensi dei trattamenti piu` comuni (chirurgia, chemioterapia, ormonoterapia, radioterapia, anticorpi monoclonali)?

7.     Pensi che ai trattamenti cosiddetti tradizionali se ne possano associare anche altri? E se si, quali?

8.     Ti interesserebbe conoscere le cause della malattia?

9.     E` possibile, secondo te, fare in modo che nessuna donna si ammali piu` di cancro al seno?

domenica 8 luglio 2012

Che fare?

Sono stati giorni strani. Tra nuove diagnosi e la nebbia cognitiva data dalla menopausa indotta non sono riuscita a concentrarmi. Ho sentito pero` come un calo di tensione, come se la rabbia che mi aveva spinto ad aprire questo blog avesse ceduto il posto alla rassegnazione.
Il supporto non e` mancato. Addirittura all'epidemia di cancro al seno nei suoi risvolti politici e culturali si e` interessata Loredana Lipperini che ha dedicato un post a questo blog e altri a racconti riguardanti la malattia. Fikasicula ha scritto un post molto sentito sul blog collettivo Femminismo a Sud. Susanna Curci ha pubblicato un bellissimo articolo riguardante il business del cancro al seno sul settimanale Gli Altri.
Eppure il disinteresse continua ad essere tanto e lo strapotere di chi controlla il discorso pubblico sul cancro al seno e` tale che mi sento scoraggiata. I casi continuano ad aumentare e cosi` le alzate di spalle.
Che fare? E` possibile davvero riuscire ad invertire la rotta? E` possibile riuscire a instaurare un dialogo coi ricercatori e fare in modo che anche i pazienti contribuiscano a stabilire le priorita` della ricerca? E` possibile far sparire il rosa dai nostri seni e dire chiaro e tondo che di cancro al seno si muore col corpo e lo spirito? E` possibile dare spazio alle voci di chi vive con le metastasi? E` possibile davvero trovare una risposta al perche`? E quando anche si dovesse trovarla - ma questa e` una questione che riguarda solo e soltanto me - la mia ferita guarira`? La risposta temo sia no.

mercoledì 4 luglio 2012

Il piu` crudele dei giorni

In una delle mie vite precedenti volevo fare l'africanista. Poi una serie di contingenze mi ha portata su un'altra strada. Conservo ancora, pero`, un profondo interesse per tutto cio` che riguarda il continente africano e mi emoziona sentirne parlare.
Ricordo una sera di alcuni anni fa, quando ancora abitavo a Napoli. In un cinema del Vomero vidi "Il piu` crudele dei giorni", il film sulla giornalista del TG3 Ilaria Alpi, assassinata in Somalia per aver scoperto roba sporca, sporchissima, sulla cooperazione italiana e i rifiuti tossici trasportati nell'ex colonia italiana. Non saprei dire se il film fosse bello. Ero troppo presa dalla storia. Non feci altro che piangere durante tutta la proiezione.
"Il piu` crudele dei giorni" e` un'espressione forte. L'aveva utilizzata una giornalista francese che per prima diede la notizia sciagurata dell'uccisione della Alpi. Non poteva essere piu` efficace nell'esprimere la morsa di rabbia e dolore sordo che ti chiude lo stomaco e l'anima quando una giovane vita viene spezzata a 33 anni.
Il giorno in cui ho ritirato i risultati della biopsia al seno, il 17 novembre 2010, non so perche` quel titolo mi e` ritornato improvvisamente alla mente. Mi rimbombava dentro: il piu` crudele dei giorni, il piu` crudele dei giorni, il piu` crudele dei giorni.
Quel giorno il viso mio e quello di chi mi accompagnava era una maschera di dolore. Quel giorno sono morta. E per nascere di nuovo c'ho messo un po`. Non so nemmeno se ci sono riuscita ancora del tutto.E` in giorni come questo che me lo chiedo. Oggi e` stato un altro giorno crudele. Un'altra giovane donna, trentatre anni, ha vissuto quello che ho vissuto io quel 17 Novembre. No, non rassicuratevi pensando che aveva precendenti in famiglia, perche` non ne aveva. 
Oggi e` di nuovo il piu` crudele dei giorni. Il dolore mi strozza di nuovo lo stomaco e l'anima. Non ne posso piu`. Sono sfinita. Non ho nessun messaggio positivo da darvi. Di fronte a tanto, non c'e` altro che dolore. Solo dolore

martedì 3 luglio 2012

Autopalpiamoci

Me l'ha chiesto una mia amica il giorno del mio compleanno e se ne parlava oggi su twitter. Diciamolo: l'autopalpazione del seno e` importante. Almeno nel breve periodo. Nell'attesa che la nostra battaglia per l'individuazione delle cause della malattia e la messa in atto in misure di prevenzione raggiunga i suoi obiettivi, l'autopalpazione e` tra le poche cose che possiamo fare per cavarcela alla meglio e non soccombere all'epidemia di cancro al seno.
L'autopalpazione l'ho fatta anch'io quando ho sentito il linfonodo gonfio sotto l'ascella. Ho dovuto scavare parecchio: il nodulo nel mio caso era giusto dietro il capezzolo, ma l'ho sentito. E` stato uno dei momenti piu` brutti della mia vita ma se una vita ce l'ho ancora, almeno per il momento, lo devo a quel gesto.
Vi posto un video che sinceramente non mi piace molto. C'e` una voce maschile che parla asoperando termini inutilmente astrusi. Fregatevene! Anche le cose che non ci piacciono, se sappiamo usarle a modo nostro, possono tornarci utili.

http://www.youtube.com/watch?v=SI3hQfO_PCI

Lasciatemi aggiungere solo una cosa. Se all'autopalpazione individuate qualcosa che vi sembra sospetto rivolgetevi subito al vostro medico di famiglia e fatevi indirizzare da un senologo. In caso di noduli o formazioni di qualsiasi tipo, chiedete sempre che vi venga fatto l'ago aspirato anche se all'ecografia e alla mammografia non sembra trattarsi di nulla di sospetto. Il mio nodulo, bello canceroso, aveva l'aspetto di un banale fibroadenoma. E invece mi stava ammazzando.

giovedì 28 giugno 2012

Suzanne/Susanna


Devo confessarlo. Ho ascoltato per la prima volta una canzone di Leonard Cohen lo scorso 25 aprile. Una mia amica, Rosalba (ciaaaoooo), ha postato su Facebook una delle sue canzoni piu` belle, The Partisan, l’ho ascoltata ed e` scoccata la scintilla. Giuro che ho recuperato. Nel giro di pochissimo, ho ascoltato tanti suoi pezzi, anche l’ultimo album. Tra le canzoni, quasi tutte bellissime, la mia preferita – almeno in questo momento – e` Suzanne. La dolcezza maliconica della melodia e le parole di fiaba mi rapiscono.
Per pura coincidenza, ho conosciuto da poco una dolce fanciulla di nome Susanna. E` una giovane (ma proprio giovane) giornalista, vive a Milano sul suo sofa` rosso e scrive benissimo. Ha una mente tagliente come un collo di bottiglia rotto ed e` tra le poche a riuscire a cogliere tutte le sfumature emotive, politiche, culturali legate al cancro al seno pur non avendolo avuto. 
Domani, venerdi`, uscira` in Italia un suo articolo sul cancro al seno. Lo pubblica il settimanale “Gli Altri”. Io non potro` comprarlo perche` vivo in Inghilterra, ma chi e` in Italia lo compri per favore. Non ho letto l’articolo, non ho voluto leggerlo, aspetto che Susanna me ne invii una copia scannerizzata. Voglio che mi sorprenda come e` riuscita sempre fino ad ora a sorprendermi, capendomi al volo e sostenendomi, questa giovane leonessa.

domenica 10 giugno 2012

Il cancro al seno e` femminicidio


Conversazione 1 Due allegre comari si incontrano al supermercato

-         Hai saputo della figlia di Francesca?
-         No, che le e` successo?
-         Ha un cancro al seno
-         Oh Madonna, e come e` possibile? E` cosi` giovane! Quanto c’avra`, una trentina d’anni?
-         Si, trenta, compiuti da poco.
-         Che brutta cosa. D’altra parte, sara` che ci sono stati altri casi in famiglia. Quando viene cosi` da giovani e` genetico


Conversazione 2 Due allegre comari, malate di cancro al seno, si incontrano al supermercato

-         Hai saputo di quella ragazza che si era operata con noi?
-         Chi? Mirella, quella coi capelli ricci ricci e gli occhi azzurri?
-         Si. E` morta
-         Ma come e` morta?
-         E` morta. Il cancro dal seno se n’e` andato al fegato. Nel giro di due settimane non c’era piu`
-         Oh Madonna, che cosa brutta. Sara` che l’aveva preso tardi. Noi ci salveremo

L’atteggiamento della maggior parte delle donne nei confronti del cancro al seno rientra in queste due tipologie. Quelle di una certa eta'  che non lo hanno avuto si cullano nella convinzione che, per questo motivo, non lo avranno nemmeno le loro figlie in nome di una non meglio precisata “familiarità”. Quelle che lo hanno avuto preferiscono voltare la testa dall’altra parte ogni volta che una loro collega di sventura muore e pensano che la malattia sia una battaglia individuale il cui esito dipende esclusivamente dalle proprie forze. Niente di piu` stupido.
Vi ricordate i dati sull’aumento dei casi tra le giovani donne che avevo postato un mesetto fa? Ve li riposto, caso mai vi fossero sfuggiti:

“A fronte di un’incidenza sempre maggiore [del cancro al seno] (l’incremento negli ultimi 10 anni è stimato attorno al 25 per cento), e con un rischio medio di 1 su 9, per le donne europee, di sviluppare un cancro della mammella nel corso della vita, non è possibile non inserire questa patologia nel novero delle problematiche sanitarie a forte impatto sociale, in considerazione, oltretutto, del numero di donne colpite sotto i 50 anni.[...] In Italia il tumore al seno rappresenta la prima causa di morte nella fascia di età  tra i 35 ed i 50 anni; ogni anno tale patologia viene diagnosticata a circa 40.000 donne: tra queste il 30,4 per cento ha un’età inferiore a  44 anni, mentre il 35,7 per cento è compreso tra i 44 e i 65 anni e il rimanente 34,1 per cento riguarda le donne over 65. Mediamente, una donna su otto sviluppa un carcinoma mammario nel corso della propria vita [...] Il carcinoma mammario è una malattia complessa le cui cause, a tutt’oggi, non sono state ancora chiarite [...] Il tema dell’incidenza del cancro della mammella nelle donne al di sotto dei 45 anni rappresenta una problematica di grande rilevanza socio-economico e una sfida sanitaria non più dilazionabile. Purtroppo sono sempre di più i dati che confermano una grave carenza nel ricorso alla diagnosi  precoce da parte delle giovani pazienti che, rispetto alle donne più anziane, hanno maggiori rischi in termini di dimensione del tumore e di metastasi linfonodali.[...] Non va dimenticato inoltre che le giovani donne hanno un’alta incidenza di neoplasie biologicamente più aggressive, un’alta incidenza di lesioni poco differenziate, ormono-negative, aneuploidi e con alta percentuale di cellule in fase-S. Si stima che la probabilità di morire per un carcinoma mammario in donne con meno di 40 anni sia di circa il 52 per cento maggiore rispetto alle donne con più di 40 anni”



Avete capito? Negli ultimi dieci anni i casi sono aumentati in generale e in particolare tra le giovani. Nel 30,4% dei casi le malate hanno meno di 44 anni e il cancro al seno e` la prima causa di morte nelle donne tra i 35 e i 50 anni. Vi rendete conto?
Le giovani si ammalano sempre di piu` e muoiono di piu` perche` non ci sono programmi di screening e quando se ne accorgono e` tardi ma anche perche`  la malattia si presenta in forma piu` aggressiva.
Questi non sono solo numeri. Giovanna, la giovanissima donna di cui vi parlavo nel post di ieri, sta li`, in quel 30,4% di malate e tra i numerosissimi casi di morte. E non pensate che ci si ammali da giovani solo perche` si hanno altri casi in famiglia. Io non ne avevo e mi sono ammalata a 30 anni. Giovanna a 29. Giovanna aveva fatto l’operazione, aveva fatto le terapie e stava bene. All’improvviso il cancro si e` diffuso agli organi vitali ed e` morta. E` successo a lei e puo` succedere a chiunque. Succede perche` non sappiamo le cause della malattia e i medici stessi non sono in grado di fare pronostici. E` una roulette russa. Ci si ammala a qualsiasi eta` e si muore.
In questi giorni si parla di femminicidio in Italia, delle donne uccise da uomini violenti che non ne riconoscono la dignita`. Il cancro al seno non e` diverso. E` una strage silenziosa che si sta perpetrando sotto i nostri occhi. Io non ce la faccio piu` a non urlare e da oggi urlero` in faccia a chiunque si volti dall’altra parte, donna o uomo, sana o malata. Ci stanno uccidendo e Giovanna l’hanno gia uccisa.