Aveva da poco compiuto cinquant'anni quando e` morta. Ha lasciato un marito e due figli. Aveva un cancro al polmone per cui non c'era molto da fare e lei lo sapeva. Maria non fumava, come chiunque potrebbe pensare nel tentativo di rassicurarsi.
Fumatori e non, siamo tutti sotto scacco. Non per le bionde, ma per l'inquinamento. Lo rivela uno studio uscito su Lancet Oncology. E` il primo studio a dimostrare i legami tra inquinamento, e in particolare le polveri sottili, e cancro al polmone prendendo in esame dati raccolti in 9 diversi paesi europei. Pazzesco. A molti di noi, parenti e amici di chi e` morto di cancro al polmone senza aver mai fumato, sembra la scoperta dell'acqua calda e invece nessuno si era mai preso la briga di studiare la cosa in maniera cosi` approfondita.
Lo studio analizza i dati raccolti nell'ambito del progetto ESCAPE - European Study of Cohorts for Air Pollution Effects di cui fa parte anche l'Italia. Sono stati presi in esame, tra gli altri, i casi di Torino, Roma e Varese che sono risultate le piu` inquinate insieme ad Atene. Attenzione: questo non vuol dire che in queste tre citta` si sia registrato il maggior numero di casi, tuttavia il dato resta inquietante. Un mio amico di Torino si chiede giustamente cosa stia facendo il Comune per limitare l'esposizione dei cittadini alle sostanze tossiche e sta pensando ad una class action. Sarebbe una cosa da fare, se non altro per cominciare a parlare di cancro al polmone in termini di responsabilita` collettiva. Cosa che sembra praticamente impossibile.
Esiste uno stigma molto pervicace che circonda il cancro al polmone e chi ne viene colpito. E` radicatissima la convizione che la malattia sia causata esclusivamente dal fumo di tabacco e che quest'ultimo sia una questione personale. Come se non ci fosse un'industria dietro e come se lo Stato non ci ricavasse dei soldi. Come se il fumo di tabacco fosse la causa e non un semplice fattore di rischio. Come se non ne esistessero di altri di fattori di rischio da cui risulta molto piu` difficile proteggersi. Come se Maria avesse fumato tutta la vita. E invece no. Eppure i suoi occhi cangianti li ha chiusi per sempre.
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giovedì 11 luglio 2013
lunedì 6 agosto 2012
Non fumare e` una scelta politica
Seduti al tavolo di un bar nel Casco Vello, il centro di Vigo, Galizia, Spagna del Nord, io e il mio compagnio di cammino sorseggiamo un buon bicchiere di Albarinho fresco. Il sole splende ma non fa troppo caldo. Il cielo e` blu, il mare e` vicino. Si sente. Situazione di relax totale, una di quelle in cui ti scatta la voglia di una sigaretta. Ci pensiamo entrambi, ma nessuno dei due ne parla
Pomeriggio. Siamo in spiaggia. Abbiamo le isole Cies di fronte. Mangiamo un gelato. No, non un gelato vegan. Un bel maxibon strapieno di zuccheraccio e merda varia, ma nel baruccio della spiaggia non c'e` altro. Intorno a noi molta gente fuma. Il mio compagno di cammino cede. Chiede del tabacco al suo amico Pablo. Lo prego di non farlo, ma lui insiste "Voglio fumare". Io non cedo.
Ho cominciato a fumare a 20 anni. Ho continuato fino al 17 novembre 2010, il giorno della diagnosi. Il fumo non e` causa diretta di cancro al seno, ma la dottoressa che mi aveva dato i risultati della biopsia mi aveva consigliato di smettere per eliminare qualsiasi fattore di rischio, anche il piu` remoto.
Per tutta la durata della chemioterapia non ho toccato una sigaretta. Dopo, qualche sporadico strappo l'ho fatto. E` soprattutto quando sono in compagnia o nelle situazioni di relax che mi viene voglia di fumare. E il pensiero che faccio e` sempre lo stesso, e` quello di tutti i fumatori sporadici "Che vuoi che mi faccia una sigaretta?".
Non avevo riflettuto, fino ad ora, su un aspetto importante che va ben oltre la salvaguardia della propria salute. Non fumare e` un atto politico. Da decenni ormai le multinazionali del tabacco avvelenano soprattutto gente che appartiene alle classi piu` popolari. Che le sigarette facciano male e` noto da molto tempo. Fino agli anni '40, negli Stati Uniti, le sigarette venivano chiamate coffin nails, chiodi di bara. Poi l'industria del tabacco e` riuscita a farci credere che fumare risolve problemi, rilassa, fa figo. Le sigarette hanno ucciso chissa` quanta gente, incluso mio nonno, che lavorava come una bestia e nelle sigarette credeva di trovare ristoro. Le sigarette causano il cancro al polmone, per non parlare delle malattie cardiovascolari.
Chiunque fumi diventa inevitabilmente complice di questo gioco al massacro. Comprare sigarette significa finanziare l'industria della morte da tabagismo. Per questo motivo ho deciso di fare di tutto per non cadere piu` in tentazione. Non voglio essere complice di chi ha fatto i soldi sulla pelle degli altri e vi invito a fare lo stesso.
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