sabato 2 marzo 2013

La mia preghiera

Si avvicina l'otto marzo, giorno dedicato alle donne. Un giorno per riflettere e confrontarsi. In realta`, si cerca di farlo ogni giorno. E oltre a riflettere e confrontarsi ci si contrappone. A chi? A chi per esempio, oggi ha dato vita a delle veglie di preghiera di 12 ore - si, avete letto bene 12 ore - contro la legge 194, la legge che consente alle donne di abortire con la dovuta assistenza sanitaria. Si fanno chiamare pro life, anche se vogliono uccidere le donne. Perche`, e` risaputo, se non si puo` abortire in ospedale o comunque nel rispetto del diritto alla salute, chi non si puo` permettere le cliniche private, sarebbe costretta a tornare al decotto di prezzemolo e al ferro da calza.
La preghiera dei pro death - mi sembra piu` appropriato chiamarli cosi` - e` stata pero` interrotta a Padova da un centinaio di persone che hanno recitato una contro-preghiera in favore della 194.
E` a quei 100 e a tutte le persone che hanno sostenuto l'iniziativa contro i pro death che voglio rivolgere la mia, personalissima preghiera. La legge 194 e` un caposaldo e il diritto all'aborto sicuro e` inviolabile. Pero` non basta. Siamo oggi di fronte a nuovi attacchi al diritto delle donne alla salute. Un nuovo, spaventoso attacco, viene da malattie la cui incidenza desta sospetto e allarme. Una donna ogni otto si ammala oggi in Italia di cancro al seno. Una ogni otto. Il cancro al seno mette in pericolo la vita delle donne e, anche nei casi piu` fortunati, le costringe a mutilazioni e traumi. Le cause della malattia continuano a essere sconosciute e le - discutibili - statistiche sul miglioramento della lungo vivenza vengono utilizzate da "calmiere". Io vi prego, allora, uniamo le forze. Il diritto delle donne alla salute e` unico e inviolabile. Difendiamolo. Dai pro-death, dal cancro al seno, da chi vuole farci credere che non c'e` nessuna emergenza. Difendiamo i nostri corpi e le nostre vite. Tutte insieme, ancora una volta.

1 commento:

  1. Mi unisco alla tua preghiera, sono con te.

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